Corneto

Un paese all'ombra del suo campanile

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Vecchia Corneto
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Foto storica
La prima chiesa di cui si ha memoria a Corneto venne consacrata dal vescovo di Reggio Emilia, Alberico, nel 1144. Distrutta poi nel 1515 da una rovinosa frana, fu dedicata a San Martino vescovo, apostolo dei contadini, umili e semplici, di tradizione ligure-romana-bizantina, rimasti fedeli alla chiesa, mentre i nuovi padroni Longobardi, di fede ariana, insediati nel castello di Cavola, prendevano a patrono San Michele arcangelo, visto come un angelo forte e guerriero.
l ‘400 e il ‘500 furono due secoli segnati da frane, violenza e lotte fratricide. Buona parte del territorio di Corneto diventò di proprietà dei Signori Baroni dell’Oca, famiglia patrizia, che sembrava essere di origine francese, che approfittando della fame dovuta alle frequenti carestie, si impadronì dei terreni più fertili in cambio di poco grano e altri cereali.
Nel ‘500 imperversò in montagna il famigerato brigante Domenico Berretti, detto “l’Amorotto”, originario di Carpineti. L’uomo, reduce da un violento scontro nel Frignano con Cato da Castagneto, lungo la strada che da Manno portava a Stiano, in località Montecroce, fu assalito da due balordi e ucciso.
Secoli di grande crisi religiosa, anche nella chiesa.
Nel 1543 il parroco di Corneto era Donino Magnani dell’Oca, definito all’esame “multum ignorans et rudis”, molto ignorante e rozzo: infatti minacciava i parrocchiani con l’archibugio. Gli succede il parroco Giambattista Jatico di Pontone, al quale venne ordinato di studiare, a causa della sua colossale ignoranza: infatti leggeva male il latino e ancora peggio lo comprendeva.
Il seicento vide rifiorire la fede, addolcire i costumi, migliorare le condizioni della gente e l’esplodere dell’arte.
Sorsero a Corneto le confraternite dedite al culto eucaristico, alla devozione alla Madonna del Rosario, alla scuola della dottrina cristiana con un’intensa opera caritativa.
Dal 1623 al 1674 il parroco fu don Giacomo di Stiano, figlio di Domenico Ceccati, capostipite dell’omonima famiglia di artisti del legno e della pietra.
Il fratello del parroco, Antonio, eresse un’opera prestigiosa, il campanile a forma di colonna toscana.
Il Centro studi “I Ceccati”, inaugurato il 14 agosto 2005, accoglie una mostra fotografica permanente dedicata alle opere di questi valenti artigiani.